Coordinated Inauthentic Behavior e spyware: manipolazione di massa

Un altro strumento della guerra cognitiva è il “Coordinated Inauthentic Behavior”: gruppi di account falsi o automatizzati (bot), che agiscono in modo coordinato per diffondere false notizie o supportare una narrazione politica. Ne è esempio “l’Internet Research Agency”, un’organizzazione russa accusata di interferenze nelle elezioni di vari paesi. A questo si aggiungono software come “Graphite”, uno “spyware” capace di penetrare nei dispositivi digitali per controllare e raccogliere dati sensibili. Le tecnologie, se mal usate, diventano strumenti per “limitare la libertà” e “indirizzare i pensieri”.


La guerra cognitiva: il nuovo volto del conflitto

Nel XXI secolo, la guerra si combatte anche con armi invisibili: “idee, emozioni, percezioni”. La cosiddetta “guerra cognitiva” utilizza strumenti tecnologici per influenzare la mente delle persone, manipolare la realtà e destabilizzare intere nazioni senza sparare un colpo. Tra le tecniche usate ci sono la “profilazione degli utenti”, che consente di creare messaggi su misura, e la “polarizzazione delle opinioni”, per spingere le persone verso posizioni estreme e rendere il dibattito civile sempre più conflittuale. L’obiettivo non è solo controllare l’informazione, ma “alterare la percezione della verità”.

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